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mercoledì 22 ottobre 2008

Fase REM


Nel 1953 si scoprì la fase REM, Rapid Eye Movement, che sarebbe il movimento rapido degli occhi, accompagnato spesso da sogni. Questo avviene naturalmente durante il sonno.
La teoria Freudiana asserisce che i sogni sono dei desideri del subconscio che dovrebbero essere interpretati. La teoria più recente chiamata “teoria di attivazione di sintesi”, asserisce invece che le esperienze sensitive sono fabbricate dalla corteccia cerebrale (zona più esterna del cervello, o zona grigia), come un mezzo per interpretare i segnali caotici dai ponti neuronali. Durante la fase REM, le onde della sinapsi ascendente PGO (ho dato una breve spiegazione nel post “Breve Storia” seguita da un link per approfondire) stimolano la parte alta del mesencefalo e il proencefalo, producendo rapidi movimenti agli occhi (Rapid Eye Movement, ovvero la fase REM). Il mesencefalo è una porzione dello encefalo che costituisce la parte craniale del tronco cerebrale e che collega gli emisferi cerebrali ponte e al cervelletto. Il proencefalo è la porzione anteriore dell’encefalo embrionale, a forma di vescicola. Nell’encefalo cin sono 3 vescicole, chiamate vescicole cerebrali. Quella intermedia è il mesencefalo, di cui abbiamo parlato sopra. Quella posteriore è chiamata rombencefalo, e di conseguenza quella anteriore è il proencefalo. Quest’ultimo è costituito a sua volta da 2 vescicole: quella anteriore, detta telencefalo, e quella posteriore detta diencefalo, vicina al mesencefalo.
Il proencefalo così stimolato dalle onde PGO sintetizza il sogno all’esterno delle informazioni generatasi internamente.
Quindi i segnali interpretati come sogno hanno origine nel tronco del cervello, durante la fase REM.
Un’altra ricerca suggerisce invece che i sogni sono generati nel rombencefalo, e che la fase REM e i sogni non sono correlati.

Continual-activation


Se si combinano le teorie di attivazione di sintesi e quella di Mark Solms (i sogni sono generati nel rombencefalo, la fase REM e i sogni non sono correlati), si giunge ad un’ulteriore teoria: teoria di continual-activation del sognare. Essa propone che sognare è un risultato dell’attivazione del cervello e della sintesi allo stesso tempo, poiché il sogno e la fase REM del sonno sono controllati da differenti meccanismi cerebrali. Nel precedente post non ho detto che quando il corpo avverte la necessità di dormire, i neuroni situati nelle vicinanze degli occhi iniziano a mandarvi (agli occhi) dei segnali. Secondo uno scienziato, questi neuroni sono situati tanto vicino a quelli che controllano le palpebre che queste iniziano a diventare pesanti. Le ghiandole iniziano a secernere un ormone che favorisce il sonno e di conseguenza i neuroni inviano segnali al midollo spinale che rilassa il corpo.
Le funzioni del dormire sono una sorta di trasferimento delle informazioni dalla memoria a breve termine e quella a lungo termine. Questo, però, non può essere certo, perché tuttora non esiste una “assoluta certezza sulla teoria del consolidamento della memoria”. Il sonno non-REM tratta la memoria consapevole-relativa (memoria a lungo termine), il sonno-REM tratta la memoria relativa ed inconscia (memoria a breve termine o memoria procedurale).
Durante la fase REM la parte inconscia del cervello (il cosiddetto inconscio)è occupata nel “processare” la memoria procedurale. Intanto il livello di attività della parte consapevole del cervello o conscia, scenderà ad un livello molto basso come i contributi dal sensorio, il quale risulterà fondamentalmente disconnesso.
- Il cosiddetto sensorio è l’insieme delle attività psichiche coscienti, le quali hanno la capacità di percepire e di integrare gli eventi mediante l’uso di attenzione, memoria, critica, giudizio e pianificazione. –
Questo provocherà il meccanismo di “continuo-attivazione” che genererà moltissimi dati dalla memoria immagazzinata alla parte conscia del cervello.
Recenti studi dimostrano che il cervello del sognante mantiene la stessa memoria finché non si verifica la successiva “inserzione” di memoria. Questo spiega perché i sogni hanno ambo le caratteristiche della continuità (all’interno di un giorno) e cambi improvvisi (tra due sogni).

Sogni e memoria
I sogni sono una forma di stimolazione continua della memoria a lungo termine, durante tutto il corso della vita. La stranezza dei sogni è dovuta alla configurazione della memoria a lungo termine. Le stimolazioni elettriche della corteccia cerebrale (zona grigia) darebbero origine ad esperienze sensoriali del tutto simili ai sogni.
Durante la normale attività giornaliera una funzione esecutiva interpreta la memoria a lungo termine, verificando la veridicità dei singoli eventi. L’inconscio è sostituito col sistema di memoria a lungo termine ed i Lavoro di Sogno di Freud descrive la struttura di memoria a lungo termine.

martedì 21 ottobre 2008

Ippocampo e memoria


Le ubicazioni illogiche, i caratteri e i flussi di sogno possono aiutare il cervello a fortificare il concatenamento ed il consolidamento della memoria semantica. Questa occasione potrebbe realmente verificarsi, in quanto durante la fase REM, il flusso di informazioni tra l’ippocampo (ovvero la parte del cervello localizzata nella zona mediale del lobo temporale, svolge un ruolo importante nella memoria a lungo termine, per approfondimenti ecco il link: http://it.wikipedia.org/wiki/Ippocampo_(anatomia))) e la corteccia o la zona grigia del cervello si riduce. Se l’ormone dello stress cortisolo viene prodotto in alti livelli, durante la fase REM diminuisce la comunicazione. Una tappa del consolidamento della memoria è il concatenamento di ricordi distanti ma correlati. I ricordi vengono concatenati in un resoconto simile ad un processo che accade quando la mente è sotto stress.

Funzione dei sogni
Durante la notte ci possono essere molti stimoli esterni, ma la mente rielabora gli stimoli e ne fa parte integrante del sogno, nell’ordine in cui il sogno procede. La mente sveglia l’individuo se questo dovesse trovarsi in pericolo o se qualificato a rispondere a certi suoni. I sogni possono permettere anche alle parti “represse” della mente, ovvero le parti del cervello dove si “formano” dei pensieri o altro che la parte conscia non vuole espellere, di essere soddisfatte attraverso la fantasia mentre tiene la mente consapevole da pensieri che causerebbero un risveglio improvviso.
Io, tanto tempo fa, stavo sognando che scavalcavo una finestra per entrare in un hotel, e nella realtà, vicino a casa nostra si sentiva il suono di un allarme. Infatti, il cervello ha captato questo suono e lo ha trasformato in parte del sogno, facendomi alla fine scappare per non essere acciuffato dal padrone dell’hotel. Subito dopo mi sono svegliato e mi sono accorto lì che fuori suonava la stessa allarme che è suonata nel sogno.
Gli incubi lasciano che il cervello controlli emozioni che sono il risultato delle esperienze dolorose.
I sogni possono compensare atteggiamenti unilaterali che si tengono da svegli.
Il sogno può comunicare qualcosa che non si sta dicendo completamente.
I sogni possono rimuovere “nodi parassiti” e altra spazzatura a volte indesiderata dalla mente durante il sonno.
I sogni possono creare nuove idee attraverso la generazione di mutazioni di pensiero casuale. Alcune di queste possono essere rifiutate dalla mente come inutili, altre possono essere viste come preziose e mantenute.
I sogni possono regolare l’umore.
Queste cinque “regole” fanno parte della teoria dell’Onirismo Darwiniano.

domenica 19 ottobre 2008

Breve Storia

Gabriele. Questa è la prima parola che sento ogni mattina. Poi naturalmente ci sono dei casi particolari, tipo se dovessi fare incubi –sperando che durante il giorno prima non abbia affrontato cose talmente forti da scatenare il mio subconscio nel sonno- o se mio padre stesse guardando la TV con un volume a dir poco notevole, o meglio “sentevole”, potrei svegliarmi di scatto e magari sentire qualche parola dei miei… non mi succede da tanto tempo…

Gabriele è la prima parola che sento quando entro a scuola, o se vogliamo essere pignoli, la seconda dopo il “ciao”… e Gabriele è l’ultima parola che sento quando vado a letto. Magari di solito Gabri, come diminutivo…

Il giorno dopo sento mio padre che si lava e si veste. Non riesco a stare a letto… nessuno mi sveglia… nessuno dice Gabriele. Mi alzo e vado in silenzio in cucina a fare colazione dopo che mio padre chiude la porta. Lui è il primo che va a lavorare e si sveglia alle 6:30… fa tutto in silenzio per non svegliare nessuno –anche se a volte non ci riesce- e se ne va senza salutare, perché stiamo dormendo… Mi sono messo a mangiare e dopo essermi vestito, sono andato a lavarmi… Non avevo ancora incontrato mia mamma per strada, e quindi non mi aveva salutato. Solo dopo essermi lavato mi ha detto “ciao”… strano, nessun Gabriele…

Appena uscito dalla macchina per entrare a scuola, mia mamma mi fa “ciao Gabri”… Lì mi fermo a pensare: perché mi ha detto adesso Gabriele? lei me lo dice quando mi sveglia… ma io mi sono svegliato prima!!! Ma adesso toccherebbe ai miei amici… entro a scuola e nell’atrio scopro che non c’è nessun mio amico… sono già in classe, sono in ritardo. Entrato in classe trovo la prof, che mi guarda come per dire: domani porta la giustificazione… e in quel momento non mi metto di certo a salutare i miei amici, se no chissà cosa mi direbbe la prof. Per questo nessun Gabriele.

Appena suonata la campanella che rintocca l’ora della ricreazione mi avvicino ai miei amici i quali mi fanno: ciao Gabriele……. - I TEMPI SONO DIVERSI… SI SONO ALLUNGATI… ma come mai?!?
Finita la scuola torno a casa, mangio, faccio i compiti, e dopo aver fatto quello che voglio, ceno e mi ricordo che fanno un film-documentario riguardo il sonno e alcune parti del sogno… secondo capitolo di una sfilza intera di film: “le onde PGO” (per chi non sapesse cosa siano… “ponto-genicolo occipitale” e per i + interessati, ecco il link da visitare:
http://galileo.cincom.unical.it/Pubblicazioni/editoria/Altro/Tesi/VOZZA/C2~1.HTM, capitolo 2,6, il sonno e il sogno).

Appena finisce il film vedo l’orologio che fa le 23:20… è proprio tardi, e prima di entrare in camera, mia mamma che è ancora in piedi mi dice: “buonanotte Gabriele”… ho capito: si, i tempi si sono allungati ma perché??? Mi stendo a letto. Sono teso… non capisco perché, cerco di dormire… non ce la faccio e penso a quello che è accaduto… chiudo gli occhi, mi calmo e dopo 5 minuti mi addormento…


Gabriele, svegliati, sono già le 7:30…!!!


Ho capito…

Ce l’ho fatta…